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    Home » Qualcuno Non era Comunista: rispondo a Gaber – di Rossella Pera
    Cultura

    Qualcuno Non era Comunista: rispondo a Gaber – di Rossella Pera

    RomaDa Roma1 Marzo 2023Nessun commento5 Minuti di lettura
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    Qualcuno era comunista è un brano tratto dall’album Teatro Canzone dell’anno 1992. In quell’anno, grazie alla cosiddetta “Opzione Giudiziaria”, il Partito Comunista Italiano votò la linea che determinò, tra carcerazioni preventive, torture e suicidi, la drammatica fine del Partito Socialista Italiano, dei Partito Liberale, Del Partito Repubblicano e di buona parte della Democrazia Cristiana, ovvero quella che non si incanalò nel progetto dei comunisti, che furono gli unici ad uscirne sostanzialmente indenni, al netto dei finanziamenti dell’Urss delle “Quote gabbietta” Svizzere e delle Cooperative Rosse.

    Giorgio Gaber, che era un comunista, con la fine dell’Urss, decise di raccontare in una canzone cosa fu per lui il comunismo. La sua ironia non mancò, sempre con una certa benevolenza, di accennare anche agli orrori, pardon!… errori del regime comunista. D’altro canto evidenziò con chiarezza la sua considerazione rispetto al Partito Socialista Italiano, e io mi sento in dovere di ricambiare la cortesia.

    Ho pensato, sull’onda dell’entusiasmo a cui stiamo assistendo in questi giorni verso l’elezione alla Segreteria Nazionale del Partito Democratico di un’esponente che si è richiamata a valori dell’estrema sinistra, di riproporvi il testo di Gaber così come l’avrebbe scritto una socialista liberale, facendone parodia e all’occasione strame!

    QUALCUNO NON ERA COMUNISTA

    Qualcuno non era comunista perché era nato dopo il l’invasione dell’Ungheria
    Qualcuno non era comunista perché il nonno, lo zio e il papà hanno comprato la lavastoviglie alla mamma.
    Qualcuno non era comunista perché vedeva la Russia in una promessa di morte, la Cina come necrologio poetico, il comunismo come il paradiso del moralismo
    Qualcuno non era comunista perché si sentiva meglio solo che mal accompagnato
    Qualcuno non era comunista perché aveva avuto una educazione troppo laica
    Qualcuno non era comunista perché odiava la Corazzata Potomkin, il teatro soporifero avanguardista, il quadro dei Funerali di Togliatti, la letteratura sfonda-palle, l’attaccamento al bianco e nero.
    Qualcuno non era comunista perché gli avevano detto che Moro non si poteva salvare
    Qualcuno non era comunista perché non gli avevano detto che “non poteva non sapere”
    Qualcuno non era comunista perché prima, prima, non aveva fatto l’Appello ai Compagni In Camicia Nera.
    Qualcuno non era comunista perché aveva capito che la Russia aveva intitolato una città a Togliatti.
    Qualcuno non era comunista perché Berlinguer non era la Madonna.
    Qualcuno non era comunista perché Andreotti non era socialista.
    Qualcuno non era comunista perché non fomentava odio verso il ricco ma pensava al popolo
    Qualcuno non era comunista perché beveva il Ramazzotti e si commuoveva alle feste di De Michelis
    Qualcuno non era comunista perché era così laico che non aveva bisogno di un Compromesso storico
    Qualcuno non era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che gli ha fatto Lo Statuto dei Lavoratori
    Qualcuno non era comunista perché non ne poteva più di indottrinare l’operaio
    Qualcuno non era comunista perché non voleva la Scala Mobile
    Qualcuno non era comunista perché la riforma oggi si, domani anche, ma dopodomani andiamo al mare
    Qualcuno non era comunista perché, la donna, il divorzio, l’aborto cazzo.
    Qualcuno non era comunista per fare rabbia a Colombo, D’Ambrosio e Davigo
    Qualcuno non era comunista perché guardava solo Colpo Grosso
    Qualcuno non era comunista per indipendenza, qualcuno per principio, qualcuno perché ha fatto i conti con la storia
    Qualcuno non era comunista perché voleva i mezzi per tutti. Minchia.
    Qualcuno non era comunista perché non conosceva il Compagno G
    Qualcuno non era comunista perché aveva non avrebbe mai scambiato un Garofano per una Quercia.
    Qualcuno non era comunista perché era convinto di non avere dietro di sé le il Pool di Mani Pulite. O cazzo.
    Qualcuno non era comunista perché era più garantista degli altri.
    Qualcuno non era comunista perché c’era la Conferenza Programmatica di Rimini.
    Qualcuno non era comunista malgrado ci fosse l’opzione giudiziaria.
    Qualcuno non era comunista perché  con loro non sarebbe stata così bella la Notte di Sigonella
    Qualcuno non era comunista perché la storia ha dato ragione al socialismo riformista ed europeista
    Qualcuno non era comunista perché lo stato peggio che da noi, solo negli stati comunisti
    Qualcuno non era comunista perché non ne poteva più di trent’anni di cappi sventolati, voti utili e menzogne
    Qualcuno non era comunista perché gli assassini di Marco Biagi e Massimo d’Antona  non sono “compagni che sbagliano”
    Qualcuno non era comunista perché era occupato a scrivere un Manifesto sull’Isola di Ventotene
    Qualcuno non era comunista perché era delegato al Congresso dell’89 all’Ansaldo
    Qualcuno credeva di non essere comunista, ma poi tutti lombardiani.
    Qualcuno non era comunista perché sognava una libertà diversa da quella vigilata.
    Qualcuno non era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice, solo se aiutava Turati a scappare in Corsica
    Qualcuno non era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di un governo balneare
    Perché forse era solo una storia, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di denunciare alla Camera i brogli e le violenze squadriste
    Qualcuno non comunista perché non andava votare all’alba, non andava a votare dopo la messa, andava a votare quando gli pareva, svegliatosi dopo le gaudenze del sabato sera
    Da una parte la personale movida quotidiana e dall’altra, il senso di appartenenza a una storia, che voleva il proporzionale puro senza sbarramento, per votare veramente
    No, niente rimpianti. Anche allora molti, avevano cambiato alla bisogna bandiera, dopo aver preso tutto ciò che potevano, come classici sciacalli.
    E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte il compagno consapevole e fiero della propria storia e dall’altra, il confuso che insegue ancora il PD perché è convinto di trovare il piazzamento.
    Due certezze: questo giornale è figo e noi non moriremo democristiani.

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