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    Politica

    Contro la Povertà strumenti straordinari

    Bobo CraxiDa Bobo Craxi28 Dicembre 2022Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Il presidente del Consiglio Meloni, nel suo discorso di insediamento, ha enfaticamente citato il filosofo indiano Amartya Sen.

    Evidentemente però non deve aver letto molto del filosofo indiano, perché se c’è una cosa sulla quale il neo contrattualismo di Sen si è caratterizzato, dall’alto della sua concezione liberale dell’economia, è la necessità di ridurre all’interno di società virtuose il tasso di diseguaglianza che le contraddistinguono.

    Non a caso Sen proviene da una nazione, l’India, che al suo interno conosce il divario impressionante fra la produzione economica che fa di quel Paese una delle realtà in crescita dell’economia mondiale combinata con l’aumento spaventoso del tasso di povertà: un vero controsenso.

    Le immagini che arrivano da Milano, si dice più di 10.000 cittadini in coda nei giorni di Natale per ottenere un pasto caldo, non sono tollerabili in un Paese civile e soprattutto non sono tollerabili per un Paese che stabilmente e fra i primi Paesi industrializzati e civili del mondo.

    Per questa ragione si capisce poco e si comprende poco l’assalto che è stato fatto dalla destra nei confronti dei nuovi poveri.

    Si dice che aiutando le imprese, defiscalizzando i profitti, condonando gli evasori si creano maggiori condizioni per lo sviluppo e la crescita.

    In parte è vero che l’economia va sostenuta, che la produttività va accompagnata con progetti legislativi che snelliscano le burocrazie che la vincolano e agevolino la capacità di stare sul mercato della concorrenza che si è fatta aggressiva.

    Ma tutto questo cosa c’entra però con l’idea di abrogare l’unica forma di sussidio per la povertà che è stata prodotta in questi anni di violenta decrescita economica.

    Si tratta di intenderci: un conto é, come fece e non riuscì a terminare il processo riformatore il Governo Draghi che intendeva “aggiustare” la funzionalità del meccanismo del cosiddetto Reddito di Cittadinanza, un conto é impostare sul piano politico ed ideologico una campagna martellante che assumeva una presa di distanza netta dal provvedimento solo perché proposto dal Governo, sí populista, ma che aveva intuito leggendo i numeri la gravità del problema che avanzava.

    Il Rapporto Censis 2022 é stato lapidario su questo punto: un italiano su 4 é a rischio povertà.

    Ora naturalmente é accaduto anche che i grandi numeri ci dicono che vi é stata una riduzione, l’Istat stima che l’insieme delle politiche sulle famiglie – abbia ridotto la diseguaglianza – misurata dall’indice di Gini – da 30,4% a 29,6%, e il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%; ma questo non ha affatto cancellato il problema ma quel che è peggio é che aumenta il disagio sociale.

    Vi è una lotta fra le classi più ravvicinate, c’è un disprezzo verso coloro che sono percettori del Reddito di Cittadinanza considerato il rifugio dei furbetti che arrotondano con il doppio stipendio, quello sussidiato dallo Stato e quello percepito in nero cancellando con questo comportamento il principio ed il valore solidale dell’aiuto umanitario.

    La Sinistra per anni ha condotto una politica sociale assai minimalista, per questo é stata punita, la destra ha un piglio compassionevole che tuttavia nasconde un retrogusto darwinismo verso quelli che non ce la fanno.

    Per questa ragione il populismo, a volte stucchevole, viene ancora in parte premiato, se non altro perché continua a sollevare una questione, purtroppo a cavalcarla proprio perché esiste una politica che tende a guardare dall’altra parte, esattamente come quando cerchiamo di evitare l’ennesimo clochard che ci chiede l’ennesima elemosina.

    Però bisogna guardare in faccia alla realtà, esserne consapevoli, la povertà dignitosa questa volta si è messa in fila almeno il giorno di Natale, nella massa più grande ci si può confondere, non si incontrano parenti, amici, colleghi di lavoro per chi ce l’ha.

    Insisto: é un problema la nuova povertà e come la pandemia e la guerra va sconfitta attraverso politiche civili adatte ai nostri tempi, ragionevoli provvedimenti economici fondati sull’equità e sulla solidarietà.

    Chi è stato premiato dalla vita, anche grazie al suo talento deve contribuirvi. E non si deve aver paura di chiamare le cose per quelle che sono. Provvedimenti straordinari e strumenti straordinari sono richiesti. Mi auguro che vengano assunti.

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